Terminata la Conferenza internazionale di Annapolis per la pace in Medioriente, che ha visto la presenza importantissima di alcuni Paesi arabi fino a ieri considerati facenti parte dell'"asse del male" (come la Siria), il presidente Bush fa pressing sui leader palestinese e israeliano, rispettivamente Abu Mazen e Olmert, perchè si arrivi finalmente all'intesa che metta fine al conflitto. Obiettivo: arrivare alla creazione dello Stato palestinese nel 2008. Esattamente 60 anni dopo la nascita dello Stato d'Israele. E' un po' prerogativa dei presidenti americani, giunti alla fine del secondo mandato, cercare di porre fine alla "madre di tutte le guerre". L'ultima volta fu Clinton a mettere intorno a un tavolo Barak e Arafat e si sa come è andata a finire: con lo scoppio della seconda Intifada e i kamikaze da una parte, con gli omicidi "mirati" e le ruspe sulle case dei civili dall'altra. Ora, con Hamas che controlla la Striscia di Gaza, la situazione è altrettanto complessa. Questo significa che non dobbiamo illuderci. Anche perchè, diciamoci la verità, scarseggiano oggi gli uomini di buona volontà. Eppure bisogna continuare a crederci. John Lennon tanti anni fa invitava a dare alla pace una possibilità. Noi, più modestamente, saremmo già contenti se la politica, anzichè continuare a essere la guerra fatta con altri mezzi, diventasse davvero il mezzo per evitare qualsiasi guerra.
mercoledì 28 novembre 2007
lunedì 26 novembre 2007
Essere uomini
E' morta, dopo una lunga malattia, la moglie dell'allenatore della Fiorentina, Cesare Prandelli. Il mister dei viola aveva abbandonato, tre anni fa, la Roma proprio per stare vicino alla sua amata Manuela, ricaduta nel male che l'aveva colpita nel 2000. Oggi è un giorno di lutto per il calcio. Il mondo del pallone, ma non solo, glielo deve. Non tanto perchè Cesare è una delle poche persone perbene che abitano quel mondo, quanto per il suo coraggio e la sua limpidezza morale. Dobbiamo ringraziarlo quest'uomo che ci ha dimostrato come sul campo e nella vita occorra avere sempre la forza di lottare e la capacità di continuare a credere e sperare, nonostante tutto. Ecco, l'esempio di mister Prandelli sta tutto nella consapevolezza di capire che le lusinghe del successo si fermano sull'uscio della dignità e del rispetto, innanzitutto per se stessi. E', questa, una qualità che non si mette sotto contratto, sia pure miliardario, perchè costituisce l'essenza stessa di quella cosa bella e dolorosa, difficile e appagante, che si chiama essere uomini.
domenica 25 novembre 2007
Un altro calcio è possibile
E' successo a Foggia, durante la partita fra la squadra locale e il Novara. La punizione assegnata dall'arbitro alla squadra piemontese non c'era. Proteste dei padroni di casa perchè il direttore di gara è caduto in errore. E allora che fanno i giocatori della squadra avversaria, evidentemente accortisi del pasticcio arbitrale? Sbagliano apposta la battuta. Questa cosa nella vita di tutti i giorni si chiama lealtà, nel mondo del pallone si chiama invece fair-play, ma il risultato non cambia. Ovviamente il Novara, che aveva una grande possibilità di portarsi in vantaggio, non fa goal (la partita, tra l'altro, finisce 0-0). Fa però qualcosa di più e di meglio di una rete. Strappa un applauso da parte del pubblico e dei giocatori foggiani. Ma soprattutto ci costringe a credere che, forse, un altro calcio è possibile. Qui e ora. Davvero.
sabato 24 novembre 2007
L'orgoglio delle donne
Un'italiana su tre è vittima di violenza. E la stragrande maggioranza degli abusi avvengono per mano di familiari e parenti. Le donne sono scese oggi in piazza a Roma in tantissime, nonostante una giornata capricciosa, per denunciare questo triste primato e per chiedere una legge che le tuteli di più. Putroppo però non basta. Come ogni fenomeno grave e complesso, il tema richiede un profondo lavoro di cesello sulla cultura e sulla mentalità. E richiede un grande scatto di fiducia nei confronti delle donne, la cui presenza nei gangli vitali del Paese è inversamente proporzionale alle loro capacità, al loro impegno, alla loro generosità. Molto spesso è sulle spalle delle donne il peso di situazioni difficili. E molto spesso sono le donne a dover pagare le scelte di un uomo. Con la manifestazione di oggi (organizzata da tantissime associazioni in occasione del giorno dedicato dall'Onu appunto alla violenza contro le donne), bella, colorata, vivace, piena di orgoglio e di dignità, abbiamo finalmente capito che le donne in questo Paese ci sono e vogliono un ruolo all'altezza delle loro aspettative. Le donne hanno fatto capire a noi maschietti che se non diamo spazio, saranno loro alla fine a prenderselo. Per provare a cambiarlo davvero questo mondo.
giovedì 22 novembre 2007
L'insostenibile inciviltà dell'essere (leghista)
Qualche giorno fa era assurto agli onori della cronaca per aver emesso un'ordinanza con la quale si impediva la residenza nella sua cittadina a chi non possedeva un'abitazione "decente", un lavoro (forse anche questo decente, non si sa) e un reddito minimo. Oggi il sindaco del decreto anti-migranti è comunque finito sui giornali. Ma per un altro motivo: la magistratura vuole vederci chiaro in questa faccenda. E per intanto gli ha inviato un avviso di garanzia per il reato di "usurpazione di funzione pubblica". Detto in soldoni, il primo cittadino di Cittadella, nel Veneto, un leghista degno epigono di Gentilini e Calderoli, non può sostituirsi alla polizia. Non ancora. Per lo meno fino a quando non vincerà il razzismo (velato o meno che sia) e non verrà abrogata la Costituzione. Purtroppo per il sindaco-sceriffo qui da noi ancora resiste una parvenza di senso della solidarietà e dell'accoglienza. Quanto alla Carta, beh, ci hanno provato, i lumbard, a farla a pezzi, ma i cittadini italiani non hanno ascoltato le sirene di chi sotto le spoglie del nuovo e del nuovismo nascondeva la stessa idiosincrasia di sempre per il viver civile e democratico.
martedì 20 novembre 2007
Il principe e i princìpi
I Savoia vogliono il risarcimento per i danni morali subiti per i 54 anni di esilio. E c'è di più: gli ex reali d'Italia, oltre a 260 milioni di euro (calcolati senza contare gli interessi) vogliono indietro anche i beni confiscati dallo Stato all'atto della nascita della Repubblica. No, non è una barzelletta. La richiesta, Vittorio Emanuele e famiglia, l'hanno inviata ufficialmente al premier Prodi e al presidente Napolitano. Ma il governo alla perentoria istanza avrebbe risposto altrettanto duramente che non solo le reali corone torinesi non avranno un soldo, ma dovranno essere loro a pagare in moneta sonante per le sciagurate scelte dell'allora Regno di Italia. Tre su tutte: l'appoggio ventennale al fascismo, le leggi razziali e la guerra a fianco di Hitler. Ma se anche la Storia non bastasse per deplorare una richiesta di questo tipo, ci sono poi gli atteggiamenti a dir poco penosi dell'ex principe una volta ritornato in Italia: le intercettazioni pubblicate sui maggiori quotidiani del Paese mostrano, al di là dei possibili risvolti penali, uno spaccato dello squallore e dell'ipocrisia di un certo mondo. Certo in questa Italia di frizzi e lazzi non ci si può stupire più di niente. Eppure questa storia (rigorosamente con la minuscola) è maledettamente simbolica. Perchè dimostra ancora una volta quanto i valori repubblicani sanciti dalla Costituzione siano diventati estranei alla società di oggi. Bisognerebbe chiedersi il perchè. Ma la risposta, da un pò di tempo a questa parte, soffia nel vento del cinismo politico e dell'indifferenza civile.
sabato 17 novembre 2007
I ricchi e poveri non cantano più
E' sempre più allarme clima. Un'ulteriore conferma arriva dal gruppo intergovernativo di esperti sul cambio climatico, il cosiddetto Ipcc. Questo organismo internazionale sostiene che per il surriscaldamento sono a rischio estinzione circa un terzo delle specie animali e vegetali del pianeta. Intanto, in Bangladesh un ciclone ha provocato oltre 2000 vittime. Ed è solo l'ultima delle tragedie che capitano quando alla natura impazzita si mischia il disastroso comportamento dell'uomo. Sembra essere, il nostro, il tempo nel quale sta avvenendo la saldatura tra rottura dell'equilibrio geofisico e crisi di un sistema economico basato su uno sviluppo irrazionale e diseguale. Giornali e tv se ne occupano troppo poco, persi come sono nelle cronache dell'ultimo delitto di provincia. Eppure, la questione climatica sta diventando, anzi già lo è, la questione del secolo. Perchè è il nodo su cui si gioca il futuro di tutti. I partiti politici dovrebbero non soltanto essere più sensibili all'argomento, ma essere capaci di indicare soluzioni, scenari, prospettive. Ma gran parte della classe dirigente politica, soprattutto quella italiana, pensa che tutelare e valorizzare l'ambiente significhi piantare un seme in più nel proprio giardino. Perchè, in fondo, quando si tratta di affrontare il tema dei ricchi e poveri, a loro viene in mente qualche motivetto dei cantanti che facevano faville negli anni 80.
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